A.E. Van Vogt, “La città immortale”, Urania Collezione n. 281, giugno 2026
Sul fianco di una collina, semisommerso nel terreno, giace qualcosa che non dovrebbe esistere: un misterioso oggetto metallico color grigio azzurro.
Ci batte la pioggia, viene cotto dal sole estivo, i ragazzi del posto ci si siedono sopra senza capire cosa sia. Nel suo nucleo, intanto, ruota un campo di forze tanto potente da poter ridurre carne e ossa in vapore.
Jim Pendrake lo trova per caso.
Ex pilota militare, ha perso un braccio in guerra e da tre anni marcisce in una casetta ai margini di Crescentville, con la magra pensione da veterano e la sola compagnia di Dandy, il suo cavallo.
Così, quando si avvicina al misterioso oggetto piantato nel terreno, Jim vuole soltanto capire quanto possa valere allo sfasciacarrozze. Ma ogni materiale con cui l’artefatto entra in contatto viene risucchiato da un campo di forza che gli imprime una rotazione a velocità terrificanti. E il moncherino del braccio perduto di Jim presto comincia a dolergli… e a ricrescere.
Mentre conduce i suoi esperimenti, il mondo attorno a lui vive un’accelerazione tecnologica senza precedenti. È forse a causa dell’influenza dello strano oggetto?
Non passa molto tempo prima che altre persone comincino a interessarsene: sconosciuti che fanno domande, figure che osservano nell’ombra e persino uomini armati.
Perché il misterioso motore è la chiave di un segreto custodito da anni, e potrebbe non appartiene affatto alla Terra...
All’interno, per gli Approfondimenti, “A.E. Van Vogt: l’enciclopedia del meraviglioso” di Salvatore Proietti. Appuntamento inoltre con Gli imperdibili di Mauro Gaffo e il meglio della SF dell’anno 1994.
L'autore
Alfred E. Van Vogt è nato a Winnipeg, in Canada, nel 1912.
È solo del 1939 la sua prima apparizione nel campo della fantascienza con il primo episodio di Crociera nell'infinito. Infatti, intesi originariamente come episodi a sé stanti, i primi tre furono nel 1951 riuniti dall'Autore che, con l'aggiunta dell'episodio dei Riim, diede vita a questo stupendo libro.
Da quel lontano 1939, i successi conseguiti da Van Vogt non si contano più: basti pensare che, oltre a diventare uno dei più apprezzati autori del genere, viene considerato unanimemente il padre della Fantascienza Avventurosa.


