Tra inverosimili extraterrestri e buffe macchine pensanti, Guaritore galattico (1969) sembra prendersi gioco dei cliché della narrativa Sci-Fi..
.. Con un gusto quasi joyciano per i rimandi letterari e le manipolazioni del linguaggio, esplora ancora una volta con grande originalità i temi cari a Dick: il doppio, il rapporto tra realtà e illusione, le storture della società, la presenza del divino, il ruolo dell’artista.
SINOSSI
Anno 2046. A volte anche gli dei hanno bisogno di aiuto.
In questo romanzo, la divinità Glimmung, un misterioso essere alieno dotato di poteri straordinari, che assume alternativamente l’aspetto di una ruota fiammeggiante, di una ragazzina o di una vorticosa massa di vita oceanica.
Il suo obiettivo è riunire sul Pianeta dell’Aratore individui provenienti da diversi mondi che lo aiutino a portare in superficie l’antica cattedrale di Heldscalla, sprofondata negli abissi dell’oceano.
Dalla Terra, dominata da un regime oppressivo, ha convocato Joe Fernwright.
Depresso, pieno di dubbi, reduce da un matrimonio fallito e in serie difficoltà economiche, Joe è un “guaritore di vasi”, bravissimo nel restauro di ceramiche e porcellane antiche.
Un’abilità ormai inutile sulla Terra, dove tutto è di plastica, ma preziosissima agli occhi di Glimmung.
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L'autore
Philip K. Dick (Chicago 1928 - Santa Ana, California, 1982), è considerato uno dei più importanti scrittori postmoderni, tra i classici della letteratura contemporanea.
Dal suo romanzo Gli androidi sognano pecore elettriche? (1968) è stato tratto il film Blade Runner, che ne ha fatto uno scrittore di culto. Tra le sue numerosissime opere ricordiamo L'uomo nell'alto castello (1962), Noi marziani (1964), I simulacri (1964), Le tre stigmate di Palmer Eldritch (1965), oltre al capolavoro Ubik (1969).

