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L'imbattibile Daitarn 3: storia del manga robotico più amato in Italia

Creato in Giappone nel 1978 da Yoshiyuki Tomino, papà di Gundam, non ebbe molto successo in Patria



Ma, come nel caso di Lady Oscar, da noi fu molto seguito, tanto da diventare uno dei manga robotici più amati alla stregua di Goldrake e Jeeg Robot!



Protagonista della serie è Haran Banjo, una specie di 007 irriverente, figlio dello scienziato che ha creato i Meganoidi, cyborg sfuggiti al suo controllo, i veri nemici della serie. I Meganoidi, cappeggiati dal misterioso Don Zauker e fuggiti su Marte, vogliono eventualmente convertire gli umani in cyborg per schiavizzarli...

 Haran e le due bellone che lo seguono, Reika e Beauty

Alla squadra di Haran, che sembra avere mezzi illimitati e un robot da combattimento pilotato dal protagonista stesso, partecipano il maggiordomo Garrison, le bellone Beauty e Reika e il piccolo orfano Toppy. Durante gli episodi non mancano citazioni e riferimenti a famose saghe fantascientifiche, in primis quella di Star Wars.

Don Zauker e Koros, sua interprete e luogotenente

Non spacca in Giappone questo mix si ironia, parodia e allusioni sessuali, a volte, non troppo velate. Va molto meglio da noi in Italia, dove viene trasmesso senza pausa, da ultimo proprio da NETFLIX. Geniale, a mio avviso, la caratterizzazione del "cattivo". Ad ogni puntata, infatti, Haran e il Daitarn devono scontrarsi con un Megaborg, evoluzione del generale meganoide di turno, che inesorabilmente viene distrutto assieme alla sua Macchina della Morte.

La Morte Nera?

Il finale è tutto fuorché banale: Haran vincerà la sua crociata, ma si scopre che, forse, non aveva tutte le ragioni del mondo... Non ci credi? Prova a guardare l'episodio finale col doppiaggio del 2000, più fedele alla storia originale...

Un'infografica con le dimensioni dei vari mecha delle serie TV. Il Daitarn non è messo male, non vi pare?


La sigla, ancora attuale e twerkabilissima:


Il franchise:




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