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L'America impazzisce per Dissipatio H.G. il romanzo italiano che pare abbia previsto il Covid

La novella post-apocalittica è pubblicata in Italia da Adelphi



Lo scrittore si sarebbe, poi, suicidato pochi mesi dopo l'ennesimo rifiuto a pubblicare i suoi lavori nel 1973

E, così, sembra scoppiato l'amore tra Guido Morselli, autore di Dissipatio H.G., e gli USA



Infatti, dopo il plauso del New York Times, ecco cosa dice Alejandro Chacoff, critico letterario del New Yorker:


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Il romanziere italiano che ha immaginato un mondo senza umanità!


Nel panorama post-apocalittico Morselli esplora il confine tra solitudine beata e estremo isolamento in un'altalena di emozioni familiare ai lettori di ogni paese colpiti dall'epidemia da Covid: gli echi che se ne trovano sono a tratti così evidenti che alcuni passaggi sembrano versioni sottilmente romanzate del presente.

Ogni fase della quarantena sembra rappresentata in questa breve novella, dal piacere di breve durata della natura che riprende terreno al vago impulso di prendere appunti su un diario e alla crescente inutilità dell'aver cura del proprio aspetto, solo un sommo esperto in solitudine - artistica, fisica, emotiva - avrebbe potuto scrivere un libro così spietatamente realistico su una catastrofe desolante, nella sua strana miscela di ansia e di noia.


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La sinossi:

Con uno di quei suoi straordinari salti fantastici che hanno un gelo mentale matematico, Morselli ha rovesciato i termini di una corrispondenza cosmica. Il suicida è vivo, i vivi sono, non già "morti", ma "la morte". Morselli scrisse questo romanzo nello stesso anno in cui si tolse la vita, 1973. E forse mai era giunto ad una così calma gestione del suo astratto e lucido gioco intellettuale. Un gioco mortale e tuttavia capace di una intima grazia, oserei dire letizia." (Giorgio Manganelli)




Le opere dello scrittore: LINK


L'autore 

Guido Morselli, Scrittore e critico letterario, nato a Bologna il 15 agosto 1912, morto a Varese il 31 luglio 1973. Avviato dal padre agli studi giuridici, nel 1935 si laureò in legge all'università di Milano, quindi esercitò per qualche tempo un lavoro impiegatizio. Dopo la seconda guerra mondiale, cui aveva partecipato come ufficiale dell'esercito, si ritirò prima in una villa di famiglia a Varese, poi, a partire dal 1958, in una casa, chiamata Santa Trinita, che s'era fatto costruire sui monti del Varesotto. Qui scrisse i suoi romanzi, che cercò invano di pubblicare. Nel 1973, dopo l'ennesimo rifiuto di pubblicazione, si tolse la vita.

Due soltanto i libri pubblicati in vita da M.: le raccolte di saggi Proust o del sentimento (1943) e Realismo e fantasia (1947). Ma la sua produzione letteraria era già cominciata nei primi anni Trenta, a partire dai quali si sviluppa una gran massa di scritti, tuttora inediti, comprendente saggi, racconti, commedie, soggetti cinematografici, solo alcuni dei quali apparsi, fra il 1933 e il 1964, su quotidiani e riviste. 

Il primo romanzo edito, Roma senza papa, uscì postumo nel 1974, suscitando immediatamente notevole interesse sull'autore, la sua vicenda umana e la sua figura di scrittore: un vero e proprio ''caso letterario'', tanto che in un brevissimo giro di anni furono pubblicati altri sei suoi romanzi: Contropassato prossimo (1975), gustosa costruzione fantapolitica degli ultimi giorni di guerra e del primo dopoguerra, a conflitto vinto dall'Austria; Divertimento 1889 (1975), cronaca divertita e divertente di una improbabile ''vacanza di lavoro'', segreta ed eccitante, vissuta da re Umberto i sulle Alpi; Il comunista (1976), Dissipatio H.G. (1977), Un dramma borghese (1978), Incontro col comunista (1980).

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