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Siamo soli nell'universo? Amedeo Balbi nel suo nuovo libro ribalta ogni aspettativa e prova a rispondere all'annosa questione..

Dove sono tutti? Siamo davvero soli? E ancora: quanto dura una civiltà? 


Il silenzio del cosmo non è solo un enigma scientifico, ma una chiave per interrogare la fragilità e il destino delle civiltà. Inclusa la nostra. 

Quando, nella seconda metà del secolo scorso, la scienza si è messa per la prima volta alla ricerca di vita intelligente fuori dalla Terra, le aspettative erano altissime. 

Era dato quasi per scontato che nel giro di qualche anno, o al più pochi decenni, avremmo captato comunicazioni radio di altre civiltà. 

Ma l’universo si è rivelato molto più silenzioso del previsto: completamente muto, in effetti, almeno fino a oggi. 

Cosa significa, per noi, questo silenzio? 

Potremmo davvero essere soli?


Forse l’universo è disseminato delle rovine di civiltà che non ce l’hanno fatta. 

Forse il suo silenzio è una testimonianza degli innumerevoli fallimenti che ci hanno preceduto, e dell’inevitabile fine che ci attende. 

Forse c’è un imperativo cosmico che spinge a bruciare sempre più rapidamente, a innescare una reazione incontrollabile che divora ogni pianeta che abbia prodotto una specie così intelligente da ambire alle stelle, ma non abbastanza saggia da evitare le conseguenze dei propri appetiti sfrenati. 

D’altronde è anche quello che stanno facendo oggi i megamiliardari come Musk e Bezos, apparentemente impegnati in una nuova corsa allo spazio per conquistare Marte…



Il silenzio dell’universo potrebbe essere l’anticipazione di un destino tragico e ineluttabile. Ma potrebbe anche suggerirci un’altra storia.


È possibile che esistano civiltà che, una volta intravisti i bordi della loro espansione, abbiano saputo trovare un modo per convivere con il proprio mondo di origine il più a lungo possibile, rinunciando a diventare padrone del cosmo ma garantendosi, allo stesso tempo, un benessere compatibile con la sopravvivenza degli ecosistemi?

Quando solleviamo gli occhi al cielo non troviamo un universo brulicante di vita aliena intelligente, ma il silenzio eterno degli spazi infiniti. Dove sono tutti? Siamo davvero soli? 

E ancora: quanto dura una civiltà? 

E se, lungi dall'essere all'inizio di una conquista spaziale, stessimo sfiorando, con buona pace di Musk, i limiti del nostro sviluppo? Amedeo Balbi in questo libro visionario e poetico ribalta ogni aspettativa: il silenzio del cosmo.. 


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L'autore 

Amedeo Balbi (Roma, 1971) è astrofisico e insegna astronomia e astrofisica all'Università di Roma Tor Vergata. 

Si è formato in fisica e ha svolto attività di ricerca a Berkeley nel gruppo del Premio Nobel George Smoot; è autore di oltre cento pubblicazioni scientifiche su cosmologia e astrofisica teorica. 

Da anni affianca all'attività accademica un intenso lavoro di divulgazione: scrive per «Le Scienze» e ha pubblicato numerosi libri di divulgazione scientifica tra cui ricordiamo Cercatori di meraviglia (Rizzoli 2014, Premio Nazionale di Divulgazione Scientifica), Dove sono tutti quanti? (Rizzoli 2016), L'ultimo orizzonte (Utet 2019, Premio Asimov 2021), Inseguendo un raggio di luce (Rizzoli 2021) e Su un altro pianeta (Rizzoli 2022, Premio Galileo 2023). 

Per Einaudi ha pubblicato Il silenzio degli spazi infiniti. La nostra solitudine cosmica e il destino delle civiltà (2026).

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