Scritto in soli quindici giorni di febbrile ispirazione e intessuto di citazioni che spaziano da Wagner ai papiri di Nag Hammadi, il romanzo trasforma l’esegesi privata di Dick in un labirinto picaresco dove lo sdoppiamento tra narratore e protagonista diventa l’unico modo per dare voce a una visione del mondo e della storia umana a metà tra confessione psicotica ed epifania gnostica.
Vast Active Living Intelligence System, in breve valis, è una rete di intelligenza aliena divina che un giorno contatta un terrestre, Horselover Fat, e trasferisce nel suo cervello un’enorme quantità di informazioni.
Non sapendo come interpretarle, Fat chiede aiuto a Philip Dick e, come detective, i due amici si mettono sulle tracce di Valis (o Dio, che è lo stesso), muovendosi sul filo di una clamorosa rivelazione.
Sempre che tutto ciò non sia in realtà un’allucinazione partorita dalla mente di Fat, impazzito dal dolore per la morte della sua amica Gloria…
Ricchissimo di elementi autobiografici, Valis (1981) apre la trilogia che occupò gli ultimi anni di vita dell’autore.
L'autore
Philip K. Dick (Chicago 1928 - Santa Ana, California, 1982), è considerato uno dei più importanti scrittori postmoderni, tra i classici della letteratura contemporanea.
Dal suo romanzo Gli androidi sognano pecore elettriche? (1968) è stato tratto il film Blade Runner, che ne ha fatto uno scrittore di culto. Tra le sue numerosissime opere ricordiamo L'uomo nell'alto castello (1962), Noi marziani (1964), I simulacri (1964), Le tre stigmate di Palmer Eldritch (1965), oltre al capolavoro Ubik (1969).

