Tra deliri psicotici, funghi allucinogeni ed esperienze mistiche, La trasmigrazione di Timothy Archer (ultimo romanzo scritto da Philip Dick, uscito postumo nel 1982) conclude la “Trilogia di Valis” con un dramma umano che affronta il tema della morte e della metempsicosi.
L’autore spoglia la narrazione di astronavi e raggi laser per abbracciare una sincerità assoluta e consegnare ai lettori una riflessione definitiva sulla fine e sul ricominciare, sul significato di un’intera esistenza dedicata a decifrare l’invisibile..
Anche quando rimane indecifrabile.
Quando in Terra Santa vengono scoperti antichissimi manoscritti zadochiti che sembrerebbero minare le basi del cristianesimo, il vescovo Timothy Archer – ispirato alla carismatica e tragica figura di James Pike, amico fraterno di Philip Dick – sacrifica tutto nella ricerca della verità.
A narrare la sua vicenda, con sguardo limpido e scettico, è la nuora Angel, unica testimone di un naufragio familiare e intellettuale.
L'autore
Philip K. Dick (Chicago 1928 - Santa Ana, California, 1982), è considerato uno dei più importanti scrittori postmoderni, tra i classici della letteratura contemporanea.
Dal suo romanzo Gli androidi sognano pecore elettriche? (1968) è stato tratto il film Blade Runner, che ne ha fatto uno scrittore di culto. Tra le sue numerosissime opere ricordiamo L'uomo nell'alto castello (1962), Noi marziani (1964), I simulacri (1964), Le tre stigmate di Palmer Eldritch (1965), oltre al capolavoro Ubik (1969).

