Millenovecentottantaquattro di George Orwell - edizione italiana Chiarelettere febbraio 2021

Con introduzione di David Bidussa



Ho scritto libri privi di vita

tutte le volte che non ero mosso

da un intento politico.

George Orwell



 

Tre motivi per leggerlo:

 

Perché è il testamento del più audace scrittore politico del Novecento, che ha saputo raccontare come nessun altro il potere, la sorveglianza e il controllo.

Perché parla di noi, del nostro tempo, mai abbandonandosi alla cupezza di un destino già scritto ma cercando di immaginare e di guardare oltre, di seminare speranza e futuro.


Perché è la storia avvincente di una resistenza personale e civile, qui riproposta in una nuova traduzione, con due contributi di Orwell dedicati al mestiere di scrivere, un ampio saggio di David Bidussa e il “Ritratto sentimentale” di Geno Pampaloni, uno dei primi interventi pubblicati in Italia su Millenovecentottantaquattro.


L'autore:


George Orwell è lo pseudonimo di Eric Arthur Blair. Nato il 25 giugno del 1903 in India, frequentò le scuole in Inghilterra e, dopo aver lasciato Eton, si unì alla polizia imperiale indiana a Burma. Rassegnate le dimissioni nel 1927, decise di diventare uno scrittore. 

Il suo primo libro, Senza un soldo a Parigi e Londra, fu pubblicato nel 1933 e firmato come George Orwell. Seguì nel 1934 il suo primo romanzo: Giorni in Birmania. Anarchico negli anni Venti e socialista poi, gli venne chiesto di scrivere un resoconto sulla povertà dei minatori disoccupati nel Nord dell’Inghilterra raccolto nel libro La strada di Wigan Pier (1937). Nel 1945 venne pubblicato La fattoria degli animali (Animal Farm). 1984 (Nineteen Eighty-Four) è invece di tre anni dopo. Entrambi i romanzi sono pubblicati in questa collana, con l’introduzione di Carlo Pagetti. George Orwell morì il 21 gennaio del 1950.